A Marco

Lettera al Presidente della FITRI Emilio Ditoro.
 


Il sottoscritto milita nel mondo del triathlon dalla fine degli anni 80, dapprima come atleta quando il Triathlon era agli albori, poi come tecnico e dirigente nello storico Fun Team della metà degli anni 90, quindi come dirigente nello Stra Triathlon e da quest'anno alla Padovanuoto Triathlon.

Di soddisfazioni personali nel triathlon, che non è il mio lavoro, ma la mia passione, ne ho avute veramente tante in questi anni: con il Fun Team, da tecnico, abbiamo vinto tutto quello che si poteva vincere e poi mi sono riversato nel settore giovanile, portando alla ribalta negli anni atleti di vertice come Fabio Sorgato, Irene Guzzonato e adesso Alessandro Fabian.

Tante soddisfazioni, dicevo, ma nessuna come quella che ho avuto domenica quando, nella gara promozionale ideata e organizzata dagli amici di Mestre, insieme a parecchi ragazzini e adulti che sono riuscito a portare in gara, era alla partenza anche quel ragazzo disabile di cui ti parlavo quando ci siamo visti a Tarzo, ricordi? Marco. Disabile alle gambe dalla nascita, è un forte nuotatore che gareggia anche a livello internazionale nel C.I.P., ma è affascinato dalle sfide e quindi dal triathlon.

Emozionatissimo alla partenza, sostenuto dai suoi familiari e dalla sua fidanzata, assistito durante il suo super sprint da alcuni amici triatleti, ma non aiutato, incoraggiato dallo speaker Stefano Rossi durante la sua prova, commosso alla fine quando ha tagliato il traguardo, stanco, ma non ultimo e da buon atleta mi ha subito chiesto: "Leo quanto c'ho messo ?". "Quarantanove minuti, sei contento?" gli ho risposto, e lui "Avevo calcolato di stare sotto i 45'... Non sono neanche eccessivamente stanco, potevo andare più forte !". Questo è il vero triatleta.

Dopo il ristoro, mentre si assisteva alla gara show degli elite invitati, lo sentivo che parlava con gli altri "Amatori", anche loro al debutto, su che gare affrontare la prossima stagione...

Il mondo del triathlon ha fatto un altro prigioniero...
 


                 Leonardo Beggio

 


Padova, 28/09/2006