Al rientro nelle gare del circuito, il l’atleta azzurro centra un bellissimo secondo posto

Splendido secondo posto per Alessandro Fabian nella prova di Coppa del Mondo di Karlovy Vary. L’atleta azzurro, che quest’anno aveva corso in gare del Circuito ITU solo in occasione del mondiale mixed relay di Amburgo, è rientrato nel miglior modo possibile, dimostrando ancora una volta il proprio valore.

“Siamo partiti forte già nel nuoto – racconta Fabian – ma la vera differenza la abbiamo fatta nella frazione di ciclismo. Già nei giorni precedenti la gara, parlando con il mio staff, avevo sottolineato come il circuito bici si prestasse ad azioni, essendo molto tortuoso.

Ero quindi concentrato a non perdere l’occasione, ma non pensavo si potesse fare tanta differenza. In bici siamo andati invece davvero forte .. tanto che prima di partire per la frazione di corsa avevo qualche dubbio sulla mia tenuta. Le gambe erano davvero cotte!

Non appena partiti, invece, ho sentito subito buone sensazioni. Ho corso alla mia maniera – continua Fabian – impostando un buon ritmo e aumentando in progressione. E ho chiuso alla grande!”.

Fabian, dopo aver svolto un pesante blocco di allenamenti nel periodo estivo, torna dalla trasferta di Coppa del Mondo non solo con un ottimo secondo posto, ma soprattutto con la convinzione di essere sulla buona strada per continuare la propria crescita in ambito internazionale. Fabian per la preparazione in piscina si allena alla Padova Nuoto.

“Mi avvio verso quello che potrebbe essere il mio terzo ciclo olimpico – spiega Fabian – era importante per me, anche a livello psicologico, avere alcune conferme. Ho cambiato diverse cose quest’anno e sono contento di aver trovato nuovi stimoli.

La cosa che più mi ha gratificato – conclude Fabian – è che durante tutte le fasi della gara ho sempre avuto la sensazione di avere la situazione sotto controllo. Non mi accadeva da tempo. È una sensazione speciale per un atleta, difficile da spiegare. Ma vuol dire che sono sulla strada giusta e che sto ritrovando la convinzione che ogni atleta di alto livello deve avere”.

I primi 5 classificati

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